Castelli Notizie: “Gli allievi del ‘Cantiere della Creatività’ di Genzano incantano l’Auditorium di Cecchina con un doppio spettacolo”

Di nuovo in scena gli allievi della scuola di teatro “Il Cantiere della Creatività” di Genzano, che per terminare anche questa intensa stagione di lavoro si sono esibiti all’Auditorium Castelli Romani di Cecchina di Albano, con due spettacoli emozionanti e coinvolgenti: “Novecento – Il pianista dell’oceano” e “La Fabbrica Wonka”, andati in scena nelle serate di venerdì 29 e sabato 30 giugno.

In questi mesi, gli allievi sono stati sapientemente guidati dal maestro Salvatore Rondinella, Direttore Artistico della St-Art up Teatro, attore, insegnante e regista, che dal 2013 ha creato un vero e proprio moderno laboratorio di teatro, una solida realtà che oggi nel territorio dei Castelli Romani coinvolge adulti, giovani e bambini, appassionati e desiderosi di imparare, spinti da una grande voglia di mettersi in gioco.

Non si tratta della classica scuola di teatro, ma di un programma completo di avanzamento culturale e artistico, un percorso formativo che cerca di “spronare” e “allenare” l’immaginazione e la creatività di ogni allievo, attraverso un accurato lavoro di esercizio e analisi dei testi da portare in scena. Viene fuori un teatro audace e innovativo, che ogni volta lascia lo spettatore ammirato, grazie alla particolare attenzione alla gestualità, a ogni singolo movimento studiato ad hoc per ogni personaggio e ispirato a ogni singolo attore. Un lavoro di squadra, lungo e accurato, dove il corpo e la voce diventano strumenti fondamentali per dare vita a un entusiasmante “teatro di racconto”.

Così, nello spettacolo “Novecento – Il pianista dell’oceano”, andato in scena venerdì 28 giugno, a solcare il palcoscenico per primi sono stati gli allievi del gruppo adulti /under 18, presentati dai più piccoli, che simpaticamente hanno aperto il sipario, coinvolgendo il pubblico per “rompere il ghiaccio” in vista del loro turno da protagonisti, che é stato messo in scena all’indomani con lo spettacolo “La Fabbrica Wonka”

“Novecento – Il pianista dell’oceano”, liberamente ispirato all’omonima opera del 1994 di Alessandro Baricco e dal quale nel 1998 Giuseppe Tornatore trasse uno dei suoi film più belli con le musiche di Ennio Morricone, ha riscosso un enorme successo, terminando con un incessante applauso del folto pubblico presente, come peraltro accaduto anche il giorno dopo con la trasposizione teatrale de “La Fabbrica di Cioccolato”, romanzo di Roald Dahl, dal quale sono stati tratti due film, tra cui quello diretto da Tim Burton, con Johnny Depp come attore protagonista.

La grande genialità del teatro della scuola di Rondinella consiste nel ricreare perfettamente la scena solo ed esclusivamente attraverso i personaggi, una scena sobria e minimalista studiata nei dettagli attraverso ogni singolo gesto dell’attore sul palco, che accompagni lo spettatore a realizzare l’ambiente scenico nella sua mente. Un monologo teatrale interpretato in coro, a più voci, dove ogni volta i diversi attori ne hanno raccontata una parte, vestendo i panni dei vari personaggi e assumendo più ruoli. Attori spigliati, padroni delle scene, vere e proprie “saette” che trafiggono il cuore degli spettatori, sono entrati silenziosamente nelle loro menti e nelle loro anime. Spettatori trepidanti e incantati sulle poltroncine, che hanno atteso l’incalzare di queste due storie intense e coinvolgenti.

Con “Novecento – Il Pianista dell’Oceano” sul palcoscenico, in un clima mistico, ha magnificamente preso forma il Virginian, il piroscafo che nei primi decenni del novecento solcava l’oceano facendo la spola tra Europa e America, trasportando miliardari, emigranti e gente qualsiasi. Molto più di un semplice racconto di un viaggio verso il nuovo mondo, ma il racconto di un’ardita scelta fra un viaggio sconosciuto o un viaggio affrontato tante volte, quella scelta da cui dipende chi essere e come essere, scegliere l’orizzonte lontano trasportato dal vento nel guscio di una nave o la terra ferma verso l’ignoto. Gli spettatori sono stati letteralmente rapiti dalle parole degli attori in scena, che ogni volta impersonavano la voce narrante del giovane e avventuroso Tim Tooney, suonatore di tromba sulle navi per sfuggire alla miseria del mondo della terra ferma o quella dei vari marinai, che hanno interpretato portando in scena anche quella “sapiente rozzezza” tipica degli uomini di mare. In questo modo, hanno accompagnato tutti i presenti nelle cucine delle stive, nelle caldaie, dove vivevano o nelle sale con i piano bar della nave al suono di tanta musica jazz, perché “quando non sai cos’è allora è jazz”. L’eroe del romanzo, Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, ha piano, piano preso forma, attraverso le parole dell’amico Tim

Quel neonato abbandonato in una scatola di limoni, curato e accudito dal marinaio macchinista che lo trovò sul pianoforte del salone di prima classe, è diventato poi il giovane pianista di bravura eccezionale in grado di ammaliare tutti con la sua musica al centro dell’oceano, vivendo per anni sulla nave senza mai scendere. Messo dinanzi alla scelta di uscire e oltrepassare quei gradini verso la terra ferma, non lo farà mai, morendo coraggiosamente sulla sua Virginian, seduto sul tritolo e lasciandosi esplodere con il transatlantico, che costituiva tutto il suo adorato mondo. Novecento ha preferito vivere senza mettere mai piede sulla terra ferma, per la sua paura di amare e di fare quelle cose che lo avrebbero ineluttabilmente legato a quella stessa terra, ha dedicato tutta la sua vita a suonare per gli altri, vivendo passioni, emozioni e desideri non suoi, annullandoli nella musica. Una musica straordinaria che nasceva da una grande dote innata, che arrivò fino alle orecchie di Jelly Roll Morton, il più grande pianista jazz, che sfidò Novecento. Il Virginian è stata tutta la sua famiglia, dove ha avuto ben salde le sue radici e dove è rimasto per sempre. Storia di un legame forte di appartenenza al proprio mondo, a quel luogo dove si nasce, si cresce e si vive. La scelta di Novecento rimane, oggi più che mai, la metafora della scelta temeraria di ogni giovane, che può decidere di rimanere attaccato al proprio mondo o di spiccare il volo e andare via, oltrepassando i propri limiti e le proprie paure.

Di grande trasposizione e commozione la scena di “…questa faccenda dei quadri… ”, che simboleggia quel giorno in cui accade qualcosa nella personalità di ognuno, forza e input per quel coraggio necessario a prendere scelte e decisioni mai fatte prima.

Veramente superbi, nella due giorni, tutti gli attori e i piccoli presentatori (Sara NasoniLorenzo BonifaziGregorio PapaAnna MastruzziPaola CrociniEnrico Di CarloVeronica ConsalviSimona ErcolaniGiulia CapponiLuca RoncatiSofia Del PozSofia SpinettiSofia MogettiEmma SpaccatrosiDiego Andrei GherghescuGiulia TrocciaChiara SchiaffiniCristian AngeliniFederico DonninelliDavide Frasca; Sofia FiumaraAnna Flo PezzolaIsabel Seremiti DragonimirDafne MainaGinevra MarellaIsabel LestiniNicolò Grieco e Federico Caccia) diretti dal maestro Salvatore Rondinella, che hanno magistralmente appassionato tutti gli spettatori.

La “La Fabbrica Wonka” é stata portata in scena dai più piccoli con l’aiuto del giovane insegnante Matteo Fiori. Il teatro è questo, una grande officina permanente che prepara i giovani non solo all’arte, alla musica e alla cultura, ma alla vita stessa…e si può dire che col “Cantiere della Creatività” l’audace proposito, anche quest’anno, é stato centrato in pieno.

Articolo di Eliana Lucarini pubblicato su “Castelli Notizie” a questo indirizzo

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