STANISLAVSKIJ – Capitolo 2

STANISLAVSKIJ – Capitolo 2

“Per Stanislavskij il segreto principale dell’arte dell’attore doveva aver a che fare con l’ispirazione. Come molti attori dilettanti, aveva imparato, sin dalle prime esperienze teatrali, a trarre l’ispirazione dalla platea degli spettatori, e, naturalmente, quanto più il pubblico si mostrava freddo, tanto più debole diventava l’interpretazione dell’ “autoispirazione”.

Invece di rivolgersi alla sala, bisognava trarre l’ispirazione dal compagno di scena, guardandolo fisso negli occhi, senza proiettare lo sguardo oltre di lui, come si faceva di solito. Nella vita reale (e quindi anche sulla scena) il contatto dello sguardo può costituire la base della più intima comunicazione non verbale tra le persone.

Nel 1882 Tommaso Salvini, il grande attore tragico italiano, giunse a Mosca e presentò il suo celebre Otello. L’interpretazione di Salvini doveva costituire un avvenimento fondamentale per lo sviluppo artistico di Stanislavskij, che, recatosi a teatro convinto di dover sopportare una noiosa sfilza di romanticherie e istrionismi ammanniti dal non più giovane divo, finì invece per scoprire nell’interpretazione di Salvini il punto di riferimento essenziale per ogni forma di recitazione potente, precisa e interiormente intensa. Nel 1888 Stanislavskij, ormai venticinquenne, si trovò in una situazione difficile. Era direttore della prospera azienda famigliare e membro dei consigli direttivi di vari circoli culturali russi.

Per i familiari e per i suoi collaboratori era assolutamente lecito che calcasse le tavole del palcoscenico come attore dilettante, disdicevole e impensabile era invece qualsiasi forma di impegno professionale nei teatri commerciali di vaudeville, quasi si trattasse di una specie di prostituzione intellettuale e di suicidio sociale. Ma Stanislavskij era deciso a intraprendere la carriera di attore professionista, avendo ormai superato il livello di impegno e di competenza tecnica proprio dell’attore dilettante. Così prese il nome vagamente polacco di “Stanislavskij”.

Il 22 giugno del 1897 Nemirovic-Dancenko e Stanislavskij si incontrarono e iniziarono un dialogo di diciotto ore destinato a diventare tra gli eventi più celebri del teatro contemporaneo. Il risultato fu la fondazione del Teatro d’Arte di Mosca (prima chiamato Teatro d’Arte del Popolo, poi Teatro d’Arte e Popolare di Mosca, infine Teatro d’Arte di Mosca)…

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